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di Noemi Succhi
Avevamo già conosciuto Ettore Neri con L’inchiesta di San Lorenzo, il primo romanzo dedicato alle indagini di Nicodemo Gatti. Lo abbiamo incontrato all’Hotel Franceschi di Forte dei Marmi, dove ha presentato il suo nuovo libro. È proprio da qui che ripartiamo per parlare del secondo episodio della saga: I dubbi di Alvise Scutaro. Una nuova indagine di Nicodemo Gatti, pubblicato da Giovane Holden Edizioni.
Tra il primo e il secondo libro c’è un filo conduttore che va oltre alle indagini. Ritroviamo Nicodemo Gatti e Alvise Scutaro con un’amicizia che cresce di pagina in pagina. Al di là della funzione narrativa che ricoprono, i personaggi della storia diventano persone sempre più vere con le loro fragilità quotidiane.
Leggere i due romanzi uno dopo l’altro permette di seguire più da vicino l’evoluzione dei protagonisti. I dubbi di Alvise Scutaro, però, può anche essere letto autonomamente. Lo chiarisce già il sottotitolo, Una nuova indagine di Nicodemo Gatti: siamo di fronte a un nuovo caso, una nuova storia.
Dopo sei mesi dagli avvenimenti del primo libro, Nicodemo Gatti è tornato a Firenze. Dopo la fine della relazione con Luna, è vicino alla madre Luisa Dagl’Innocenti in un momento in cui sente il bisogno di riavvicinarsi a lei e, forse, anche di rimettere ordine nella propria vita.
I colleghi della stazione dei Carabinieri si accorgono che Nicodemo non sta attraversando un buon momento e lo invitano a rivolgersi a uno psicologo, un percorso raccontato con naturalezza. Ma accanto all’aiuto di un professionista, può esserci anche quello di un amico. Ora più che mai Gatti ha bisogno di Alvise Scutaro. Scutaro è rimasto a Seravezza ed è una delle poche persone con cui Nicodemo riesce ad aprirsi davvero. Saranno proprio le loro competenze, e soprattutto i dubbi di Scutaro, a portarli nuovamente a lavorare insieme sullo stesso caso.
La vicenda prende avvio dalla morte di Vanda Bardini, una donna uscita di strada con la propria auto. Potrebbe sembrare un semplice incidente, ma Alvise Scutaro nota alcune incongruenze e decide di parlarne con Gatti.
Qui torna uno degli elementi che avevamo apprezzato anche nel primo romanzo di Ettore Neri: la ricerca della verità non procede con prove schiaccianti, ma attraverso testimonianze corali e interrogatori. Bisogna rimettere insieme i pezzi e cercare di capire cosa sia realmente accaduto.
Se nel primo libro non sembrava esserci nessun movente, qui potrebbero esserci diverse motivazioni nei confronti della vittima. A complicare ulteriormente il quadro arrivano altri due cadaveri trovati nel bosco. Tre morti, dunque, che potrebbero essere collegati tra loro.
Non raccontiamo altro della trama, perché il piacere del libro sta anche nel seguire passo dopo passo l’indagine e nel provare, insieme ai protagonisti, a capire quali elementi siano davvero importanti.
Chi ha letto anche L’inchiesta di San Lorenzo ritroverà alcuni elementi familiari: un omicidio che inizialmente può sembrare un incidente, un’indagine che procede con la ricostruzione di una verità che, anche quando sembra emergere, lascia sempre qualche zona d’ombra.
Come già nel primo romanzo, anche in I dubbi di Alvise Scutaro l’ambientazione non è un semplice sfondo. Firenze e la Versilia diventano parte della storia, così come il mare d’inverno, il Campanile di Giotto, il Carnevale di Viareggio, quelle strade e quei paesi che Ettore Neri conosce bene.
Anche la struttura temporale contribuisce a questa sensazione: i capitoli accompagnano lo scorrere dei mesi e del tempo, seguendo l’indagine e la vita dei protagonisti. C’è anche il periodo della pandemia e del lockdown che entra nella storia e contribuisce a definire il tempo nel quale si svolgono gli avvenimenti.
Il caso arriva a una conclusione, ma il romanzo non sembra voler chiudere completamente ogni porta. A pagina 369 leggiamo “moltissime persone, la maggior parte direi, non vogliono mai confessare ad altri, e a volte neanche a sé stessi, le proprie più profonde vergogne”.
Dopo aver voltato l’ultima pagina al lettore resta sempre qualche domanda. Rimane quel senso di dubbio che accompagna tutta la vicenda e che, in fondo, sembra essere uno dei temi centrali del libro. Perché non sempre conoscere la verità significa avere tutte le risposte.







