Apprendo dalla stampa di una richiesta danni pervenuta al comune di Seravezza da parte di privati per l’occupazione di un terreno tramite una scrittura privata non rinnovata nel tempo, né dal comune né dai privati stessi, se ho ben capito.
La notizia in sé e per sé non sarebbe un granché, ma l’attuale Sindaco la commenta enfatizzando il problema e attaccando le precedenti amministrazioni che “avrebbero lasciato macerie”.
Questa cosa delle macerie, tra l’altro, fa un po’ ridere se detta e ridetta da colui che le macerie le aveva lasciate davvero all’albore del nuovo secolo: nel bilancio comunale, in tutta l’area Medicea, a Palazzo Rossetti, nelle scuole, all’impianto sportivo del Buon Riposo e chi più ne ha, più ne metta.
Ma venendo allo specifico l’esternazione a mezzo stampa denota, da parte del Sindaco, una grave e mai colmata lacuna sul corretto funzionamento della macchina amministrativa e della netta ripartizione dei compiti tra amministratori a cui spettano le scelte programmatiche, regolamentari e di pianificazione e quelle gestionali che spettano alla macchina burocratica e tecnico amministrativa.
E’ per questo motivo che quando, intorno al 2007, la mia amministrazione si trovò ad affrontare un debito fuori bilancio con ERSU del valore di 900mila euro per fatture non pagate, e alcune neanche registrate nella contabilità comunale a partire dalla seconda metà degli anni Novanta, non vennero messi alla berlina gli amministratori precedenti, perché appunto avevamo ben chiari gli ambiti di competenza e perché avevamo già introitato il concetto di continuità amministrativa.
Poi, lo sappiamo, la classe non è acqua e a volte si incontrano soggetti a cui oltre la classe manca anche l’acqua.
Infine, di che si tratta?
Un accordo bonario triennale tra comune e privato: l’accordo, da quanto mi è stato riferito, scadeva nel 2015, ma né il comune né il privato hanno richiesto il rinnovo. E così è stato fino al 2026.
Ora, ammesso che ci sia una responsabilità del Comune e che non si possa dimostrare che si è trattato di un tacito rinnovo o di una inadempienza da entrambe le parti, chi è nel comune che avrebbe dovuto preoccuparsi di rinnovare? Chi ha funzioni strategiche o chi ha funzioni gestionali? Qualcuno è a conoscenza di un sindaco che ha una agendina magica e che ogni giorno fa il giro degli uffici per ricordare a tutti i dipendenti le scadenze da rispettare?







