Ci sono storie che riescono a coinvolgere non tanto per i colpi di scena, ma per il modo in cui costruiscono il dubbio pagina dopo pagina. I dubbi di Alvise Scutaro di Ettore Neri è una di queste.
Tutto prende avvio da una morte che viene archiviata rapidamente come un incidente. Eppure qualcosa non torna. Da quella piccola incrinatura nasce un’indagine che si sviluppa con ritmo e intelligenza, accompagnando il lettore tra la Versilia, Firenze e la costa apuana. Ho apprezzato particolarmente il personaggio di Nicodemo Gatti, un investigatore lontano dagli stereotipi, umano, riflessivo e capace di osservare ciò che si nasconde dietro le apparenze.
L’autore costruisce una trama credibile e ben articolata, nella quale emergono interessi economici, zone d’ombra e verità mai del tutto scontate. Ogni personaggio aggiunge un tassello importante al racconto e contribuisce a mantenere alta l’attenzione fino alla conclusione.
Oltre all’aspetto investigativo, quello che mi ha colpito maggiormente è la profondità delle riflessioni che accompagnano la storia. Non si cerca soltanto un colpevole, ma si prova a comprendere una realtà complessa dove la verità non è sempre netta e dove la coscienza conta quanto la legge.
Una lettura coinvolgente, ben scritta e ricca di atmosfera, capace di tenere viva la curiosità dall’inizio alla fine. Un romanzo che consiglio a chi ama i gialli investigativi realistici, i personaggi ben caratterizzati e le storie che lasciano spazio alla riflessione.
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